FETAL PROGRAMMING: Il ruolo dell’alimentazione materna sulla salute del bambino

AUTORE: Dott.ssa Claudia Onori - Dietista | 23 Apr 2019 | ARGOMENTI

Rieccoci qui, ad affrontare un nuovo tema riguardante il “mondo mamma e mondo bimbo”.

Se ne è sentito parlare spesso: cosa è il fetal programming? in che modo si può intervenire?

Con il termine fetal programming ci si riferisce alla capacità delle cellule dell’embrione/feto di definire il proprio assetto epigenetico in risposta alle informazioni provenienti dalla madre e quindi dal mondo esterno. Nei primi mille giorni di vita, quindi dall’inizio dalla gravidanza (se non prima) fino ad arrivare ai primi due anni di vita circa, il bambino è particolarmente suscettibile all’ambiente che lo circonda e agli stimoli che ne derivano, sia positivi che negativi, in quanto possono andare a modulare direttamente l’espressione dei geni, con possibili rischi relativi alla salute del bambino e allo sviluppo di patologie. Per questo motivo è necessario porre particolare attenzione ad alcuni fattori, come il fumo, l’uso di sostanze alcoliche o stupefacenti, l’esposizione ad agenti inquinanti e alla nutrizione. L’alimentazione materna in particolare, è riconosciuta essere il fattore ambientale di maggiore influenza sullo sviluppo embrionale e fetale, al pari dello stato di salute della madre. Malnutrizione per eccesso/difetto, scarsa qualità degli alimenti assunti,  presenza di diabete, sovrappeso/obesità, alterazioni cardiovascolari potrebbero irreversibilmente alterare il metabolismo fetale.

L’alimentazione  ha quindi un ruolo cruciale nelle prime tre fasi di vita del bambino: gravidanza, allattamento e svezzamento, forse più che in età adulta. Questo aspetto viene invece spesso sottovalutato e i neo genitori vengono per lo più lasciati  andare con pochi  consigli riguardo l’alimentazione: “signora non mangi cibi crudi”, “signora non mangi aglio e cipolla in allattamento”, “mi raccomando non prenda peso, levi tutti i carboidrati”. Sbaglio?

E tutto il resto? L’alimentazione è molto di più, e poche semplici accortezze potrebbero fare davvero la differenza. Gli aspetti più importanti sono sicuramente un corretto bilanciamento nei nutrienti e nell’introito energetico onde evitare la malnutrizione materna (sia in eccesso che in difetto) , senza però che questo si trasformi in una dieta stressante e complicata, che provocherebbe danni ben peggiori. Dare peso alla qualità nutrizionale diventa necessario, e sostenere l’introito di nutrienti fondamentali lo è ancora di più e con esso il loro timing di introduzione. Alcuni elementi hanno un ruolo ben preciso, sopratutto in gravidanza. Ad esempio il corretto bilanciamento di calcio e magnesio può ridurre il rischio di disordini ipertensivi in gravidanza; l’acido folico in epoca preconcezionale può ridurre il rischio di malformazioni;  vitamina A , ferro e zinco hanno un ruolo nel sistema immunitario; DHA è fondamentale per lo sviluppo del snc e della retina e può migliorare la qualità del latte materno; una buona flora intestinale materna può essere replicata nel bambino. E molto altro.

Il mio consiglio da dietista è quello di non trascurare un aspetto così importante in un periodo così determinante e di chiedere aiuto a professionisti della salute che possono guidarvi a orientarvi in questo mondo.

Un caro saluto

Dott.ssa Claudia Onori

 

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