Gli zuccheri nascosti

AUTORE: Dott.ssa Claudia Onori - Dietista | 19 Apr 2018 | ARGOMENTI

Voglio affrontare un argomento molto importante, soprattutto per chi sta seguendo una dieta dimagrante o vuole semplicemente migliorare la propria alimentazione. Come suggerisce il titolo oggi parleremo di Zuccheri. (Si proprio oggi che è il giorno dell’Epifania e sarete immersi in calze con dolci e dolcetti vari. Sono cattiva. Lo so.).

Una delle prime regole è: RIDURRE GLI ZUCCHERI, in particolare gli zuccheri semplici (che banalità!). Questo principio vale praticamente per tutte le situazioni, per ogni patologia, età o condizione. Gli zuccheri fanno male. Facciamocene una ragione.

Come saggiamente i LARN ci suggeriscono, gli zuccheri semplici non dovrebbero superare il 10-15% delle calorie giornaliere. Questo perché è ormai noto che un’alimentazione ricca in zuccheri è associata a patologie quali obesità viscerale, diabete di Tipo 2, steatosi epatica, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari etc .
Facciamo un passo indietro e vediamo cosa si intende per “zuccheri”, dove li possiamo trovare e dove si possono insinuare. Si perchè a volte ci sono, ma non si vedono!

Gli zuccheri, cosa sono? Per “zuccheri” si intende la frazione di carboidrati definita come “carboidrati semplici”, in quanto sono composti da poche molecole rispetto ai loro parenti “carboidrati complessi” e per questo sono più facilmente assorbibili e digeribili e hanno un sapore più dolce. A questa categoria appartengono i Monosaccaridi (Un’unica molecola) come glucosio e fruttosio e i Disaccaridi (due molecole unite tra loro), come ad esempio il saccarosio o il lattosio. Tutti gli zuccheri hanno lo stesso potere calorico e uguali o simili effetti a livello metabolico.
Dove si trovano gli zuccheri? Gli zuccheri semplici si possono trovare in moltissimi alimenti. Sicuramente “lo zucchero” da cucina è la principale fonte di saccarosio e anche la più conosciuta (questa era facile, lo so). A questo proposito voglio precisare che a livello nutrizionale non c’è praticamente nessuna differenza tra zucchero di canna, zucchero di canna grezzo o zucchero bianco. E’ sempre zucchero ed ha le medesime proprietà nutrizionali. Sempre a proposito dello zucchero, invito chi legge, a far caso a quanti caffè/tè/tisane zuccherate si consumano giornalmente, e ci si renderà subito conto di quanto zucchero si consuma in realtà ogni giorno.

Poi c’è il Fruttosio che come suggerisce il nome è lo zucchero della frutta, e anche del miele. Data la fonte si pensa che questo zucchero sia meno dannoso, di conseguenza spesso lo si sottovaluta o semplicemente non si considera come tale. Invece il potere calorico è lo stesso ed è da smentire l’idea per la quale ne sia consigliato l’utilizzo in diete dimagranti o per diabetici. Inoltre il fruttosio è implicato nell’ aumento di acido urico e trigliceridi ematici (attenzione a chi soffre di iperuricemia e ipertrigliceridemia). ATTENZIONE: Spesso le persone che seguono diete “fai da te” tendono a eliminare tutte le fonti di carboidrati semplici e complessi, e decidono di nutrirsi di frutta, frutta e ancora frutta. Ebbene, così facendo introdurranno zuccheri, zuccheri e ancora zuccheri. Con questo non voglio creare allarmismo, ma solo dire che la frutta va mangiata nelle giuste quantità, all’ interno di un piano alimentare corretto e bilanciato e che abusarne non fa dimagrire o migliorare stati patologici. Anzi.

Altro problema: gli alimenti industriali. Ebbene, gli zuccheri vengono spesso utilizzati come additivi nei prodotti, per motivi tecnologici o organolettici. E anche nei prodotti dietetici “senza zuccheri” a volte gli zuccheri sono presenti ma sono nascosti sotto nomi meno conosciuti. E’ fondamentale leggere attentamente le etichette e gli ingredienti dei prodotti confezionati. Ad esempio, se leggete sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio, maltosio o destrosio, sappiate che si tratta di zuccheri. Quali alimenti controllare? tutti. In generale tutti i prodotti confezionati o lavorati potrebbero essere a rischio di aggiunta zuccheri. Un esempio tra tutti: gli hamburger pronti. Sebbene apparentemente lontani dal rischio di aggiunta zuccheri (è carne, perchè dovrebbero esserci zuccheri?), andando a leggere attentamente tra gli ingredienti non è raro trovare qualche fonte di zucchero. Regola generale: meno prodotti industriali e più alimenti naturali.

E poi ci sono i dolcificanti o edulcoranti, naturali o artificiali, che contribuiscono a rendere dolci molti prodotti industriali. Spesso vengono inseriti in prodotti “light” o “dietetici”  ma in realtà alcuni edulcoranti hanno comunque un potere calorico che va considerato (es. lo xilitolo). Più in generale, a prescindere dal potere calorico, il sapore dolce crea degli effetti nel nostro organismo, trasmettendo segnali ben chiari, gli stessi che vengono trasmessi dagli zuccheri classici, con simili risposte ormonali e neuroendocrine.L’ obiettivo generale quindi dovrebbe essere quello di abituarsi il più possibile a sapori meno dolci. Non è impossibile, ci vuole solo un pò di coraggio e di pazienza.Ricordate che le abitudini possono essere cambiate con i giusti metodi e con i giusti tempi.

Iniziate da oggi!

PS (L’argomento è vasto e molti punti non sono stati toccati. Mi riprometto di farlo in futuro. Nel frattempo vi invito a scrivermi e a pormi dubbi e domande che riproporrò in rubrica)

Un abbraccio e buon anno

Dott.ssa Claudia Onori

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